Perché?:
Perché quando ci maledicono i morti ci arrabbiamo?
mentre se domandi a qualsiasi persona di stare attento al pianeta dato che un giorno verrà vissuto dai figli dei figli dei figli nostri,la risposta è :
"ma che cosa mi importa chi li vedrà mai".
Si pensa, a mala pena, ai propri figli al massimo ai figli dei figli(nipoti).....
Quindi noi ce ne sbattiamo dei nostri pronipoti,mentre loro se un giorno del lontano futuro gli verrà detto male dei propri morti cioè (NOI) si incazzeranno per prendere le nostre difese.
Perché?:
Perché ce ne sbattiamo dei nostri polmoni?
Mentre stiamo attenti (x esempio) a che l'automobile...(anche detta autoimmobile) non mostri un graffio-ammaccatura,
l'aria come il cibo (l'acqua)dovrebbe essere tutelata in una maniera esagerata ...
Perché?:
Perché quando dobbiamo spendere x noi ci pensiamo sempre 10 volte?
Mentre se i soldi sono destinati ad esempio x la benzina x fare il pieno all'autoimmobile lo facciamo come un rito, automaticamente,senza ripensamenti,senza esitazioni per comprare un paio di scarpe.... dubbi ,ansie da acquisto sbagliato inutile ,con i soldi delle auto potremmo avere una vita molto agiata.
Perche?:
Appena si nomina la squadra del cuore o il giocatore tal de tali diventiamo delle furie,mentre lo stesso vigore non lo esterniamo quando si nomina uno scienziato.
lunedì 1 marzo 2010
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già, perchè?
RispondiEliminamolto probabilmente perchè l'uomo, inconsciamente, ha una paura incredibile della morte (sua), ed allora preferisce, sempre inconsciamente, non "vedere lungo".
la stessa inconscia paura che probabilmente avevano i nostri antenati!
infatti se avessero visto un po più "lungo", non si sarebbero dati tanto da fare per sviluppare la "razza" umana, con le conseguenze che oggi vediamo, a forse i nostri pronipoti manco riusciranno a vedere....
ciao, Paolone!
ciao, paolone!
RispondiEliminanell'augurarti buona pasqua, per te ed i tuoi cari, ti saluto!
Forse la maggior parte della popolazione sul pianeta pensa come tu descrivi, fortunatamente c'è chi la pensa diversamente.
RispondiEliminaSperiamo di essere in tanti.